Camera dei Deputati - 4-07655 - Interrogazione sul decreto attuativo che disciplina lo stanziamento dei 50 milioni di euro previsto dal Fondo emergenze emittenti locali.

Camera dei Deputati - 4-07655 - Interrogazione a risposta scritta presentata il 27 novembre 2020

Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che:

martedì 10 novembre 2020 è stato pubblicato sul sito del Ministero dello sviluppo economico il decreto attuativo che disciplina lo stanziamento dei 50 milioni di euro previsto dal «Fondo emergenze emittenti locali», istituito dal cosiddetto «decreto Rilancio». Il provvedimento autorizza l'erogazione di un contributo straordinario in favore delle emittenti radiotelevisive locali che si impegnano a trasmettere messaggi di comunicazione istituzionale, al fine di informare i cittadini sulle misure sanitarie introdotte per fronteggiare l'emergenza Covid. Il Sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico Mirella Liuzzi dichiara che è «Una misura, [...] per definire uno strumento di supporto per le radio e tv locali e allo stesso tempo garantire ai cittadini un contributo informativo costante sulle misure principali adottate dal Governo»;

risulta all'interrogante che sono già numerosissime le emittenti che hanno fatto domanda e che a partire dal mese di dicembre 2020 potranno partire con la pubblicazione dei contenuti. Più di 400 televisioni e quasi 500 radio sono nella graduatoria e alcune di loro possono ambire a ricevere addirittura oltre 1 milione di euro per il servizio;

a parere dell'interrogante tale misura sembrerebbe un'azione per assicurarsi il sostegno alla linea comunicativa del Governo, dato il periodo di crisi economica che versa sulle emittenti locali commerciali, delle piccole TV al fine di garantirsi, con una leva economica, la diffusione delle informazioni di Stato, già abbondantemente supportate dalla campagna istituzionale del Governo nei canali della Rai. I tanti soldi messi a disposizione in un momento così delicato assumono i contorni di una strada senza via d'uscita. Per le televisioni commerciali si parla di un compenso che parte da una base di 750.000 euro in cambio del passaggio di almeno 20 spot giornalieri in fasce orarie ben specificate dalle indicazioni del Governo. In sostanza più spazio offri per farti portavoce del Governo e più guadagni. Questo decreto rappresenta l'ultimo atto di un Governo che, a giudizio dell'interrogante, sembrerebbe voler porre sempre più sotto il suo controllo il mondo dell'informazione, trasformando televisioni, giornali e radio in una grande Pravda o in un nuovo istituto Luce;

l'interrogante è altresì indignata dalla celerità con cui sono stati trovati e stanziati questi fondi, in un momento in cui il Governo tentenna invece nell'erogazione dei ristori per le attività costrette alla chiusura;

l'interrogante ha sottoposto all'attenzione del Governo, con l'interrogazione n. 4-05350, ad oggi ancora rimasta senza risposta, anche il tema della censura di Stato con l'istituzione delle Task Force contro le Fake News;

a parere dell'interrogante, con una task force al proprio servizio, con l'aiuto di YouTube che sta chiudendo canali non allineati e con il martellante utilizzo di spot diffusi su tutto il territorio, il Governo Conte si è creato una sorta di autostrada per «silenziare» ogni tipo di contraddittorio –:

se non ravvisi il Governo, per quanto di competenza, l'urgenza di ripristinare un clima di pluralità e trasparenza dell'informazione, per evitare una comunicazione a senso unico, a disposizione di una sola visione della realtà e per garantire la missione costituzionale dell'informazione che appare all'interrogante minata da tali ingerenze della politica.
(4-07655)

 

 

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