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Energie pulite: la spinta UE per le rinnovabili e l’efficienza energetica

Parlamento europeo del 10.1.2018 - La lotta al cambiamento climatico è una priorità europea. Ecco come i parlamentari europei intendono aumentare l’efficacia energetica e l’uso delle fonti rinnovabili

La Commissione ha presentato nel 2016 una serie di proposte per l’energia pulita volte a lottare contro il cambiamento climatico, ridurre la dipendenza dell’UE dai combustibili fossili importati e aiutare le famiglie a produrre la propria energia. Il Parlamento europeo sta valutando modifiche e miglioramenti per quelle proposte.

La lotta al cambiamento climatico è una priorità europea

Energie rinnovabili: vantaggi per le famiglie e per il pianeta

La quota di energia proveniente da fonti rinnovabili è quasi raddoppiata negli ultimi anni, da circa 8.5% nel 2004 a 16.7% nel 2015. Questo significa che l’Unione europea è sulla buona strada per raggiungere l’obiettivo che si è fissata: entro il 2020 la quota di energia proveniente da fonti rinnovabili deve arrivare almeno al 20%.

I paesi UE hanno già trovato un accordo per spostare l’obiettivo delle quota di energie rinnovabili al 27% entro 2030. Per gli eurodeputati questo obiettivo non è abbastanza ambizioso: dovrebbe arrivare almeno al 35%. Sono anche a favore dell’ampliamento dei diritti dei cittadini a produrre, stoccare e consumare l’energia autoprodotta da fonti rinnovabili, senza costi aggiuntivi o tasse.

Efficacia energetica: ridurre l’inquinamento e le bollette

Una maggiore efficacia energetica serve non solo a ridurre le emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera ma anche a diminuire i costi dell’importazione di energie nell’UE, che ammonta ogni anno a 350 miliardi di euro. Ecco perché gli eurodeputati vogliono che sia stabilito un obiettivo vincolante della riduzione del consumo di energia nell’UE del 40% entro il 2030.

Il 40% dell’energia consumata nell’UE è usata per il riscaldamento o il raffreddamento degli edifici. Ad oggi il 75% degli edifici sono inefficienti dal punto di vista energetico e quindi rappresentano un’importante area da riformare e migliorare.

Per questo a dicembre 2017 il Parlamento, il Consiglio e la Commissione hanno deciso che gli stati membri devono preparare strategie nazionali a lungo termine per sostenere la ristrutturazione di edifici residenziali e non residenziali. L’obiettivo è ambizioso ma raggiungibile: nel 2050 gli edifici nell’UE non dovrebbero consumare quasi nulla in termini di energia.

Il Parlamento europeo ha anche chiesto, sempre nel 2017, la semplificazione delle etichette per gli elettrodomestici, in modo che sia più semplice per i consumatori confrontare l’efficacia energetica dei prodotti che intendono comprare.

Per seguire i progressi nel raggiungimento degli obiettivi del 2030 il Parlamento europeo sta lavorando a un meccanismo di cooperazione e controllo.

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