Camera dei Deputati - 5-03572 -Interrogazione sulla stabilizzazione dei lavoratori somministrati presso Poste Italiane S.p.a.. RISPOSTA

Camera dei Deputati - 5-03572 -Interrogazione a risposta immediata in commissione presentata il 12 febbraio 2020

Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:

Poste italiane possiede una vasta rete di presidio territoriale composta da circa 13.000 uffici postali e 16 centri di meccanizzazione nei quali lavorano nel complesso circa 130.000 dipendenti;

l'accordo sindacale raggiunto nel giugno 2018 prevede, a fronte di circa 15.000 pensionamenti nel triennio 2019-2021, la stabilizzazione di circa 6.000 unità di personale precario;

a causa della normativa introdotta dal cosiddetto «decreto dignità» in merito al lavoro in somministrazione, circa 450 lavoratori afferenti all'Agenzia Adecco oggi impiegati presso Poste Italiane come autisti ma che da contratto risultano come «operai», con le negative conseguenze in termini retributivi e di tutele, risulterebbero in parte scaduti, in parte in scadenza e non potranno essere rinnovati né stabilizzati;

tali lavoratori sarebbero tuttora impiegati anche per la consegna di pacchi speciali (come raccomandate e altro) assumendosi responsabilità da contratto non dovute;

Poste Italiane ha centrato tutti gli obiettivi finanziari delineati per il 2018: i ricavi di gruppo si attestano a 10,864 miliardi di euro, in aumento del 2,2 per cento rispetto al 2017; il risultato operativo è in rialzo del 33,5 per cento a 1,499 miliardi; l'utile netto pari ha raggiunto quota 1,399 miliardi nel 2018 (+709 milioni rispetto al 2017), grazie all'incremento dei ricavi e del risultato operativo;

l'azienda appare dunque sana e in grado di stabilizzare figure impiegate in attività di responsabilità, come la consegna di pacchi e di pacchi speciali, che per la tutela della sicurezza dei lavoratori e di terzi dovrebbero ricevere la giusta qualifica, le giuste tutele e la giusta retribuzione per il lavoro svolto;

il 30 settembre 2019 è stato siglato un accordo tra sindacati, Poste Italiane e Adecco per stabilizzare 99 lavoratori in somministrazione; non risulta tuttavia ad oggi che l'accordo sia stato rispettato;

a parere degli interroganti, stanti le modifiche alla normativa sul lavoro in somministrazione, è urgente un intervento legislativo che consenta la stabilizzazione del personale somministrato, anche attraverso la previsione di apposite «clausole sociali» nei contratti di somministrazione –:

quali iniziative intenda adottare per consentire la stabilizzazione del personale precario in servizio presso Poste Italiane.
(5-03572)

Camera dei Deputati

Giovedì 13 febbraio 2020

Lavoro pubblico e privato (XI)

  Giovedì 13 febbraio 2020. — Presidenza del vicepresidente Andrea GIACCONE. – Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali, Stanislao Di Piazza.

INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA

 

La seduta comincia alle 10.15.

5-03572 Gribaudo: Stabilizzazione dei lavoratori somministrati presso Poste Italiane S.p.a.

Chiara GRIBAUDO (PD) illustra la sua interrogazione, concernente, come altre da lei in precedenza presentate, la situazione dei lavoratori impiegati in regime di somministrazione per da Poste Italiane S.p.a., spesso adibiti a compiti non previsti dal contratto e per i quali, nonostante gli accordi conclusi, anche con l'impegno trasversale di tutte le forze politiche, non si è potuto procedere alla stabilizzazione, a causa anche delle penalizzazioni imposte ai rinnovi dei contratti dal cosiddetto «decreto Dignità».

Il sottosegretario Stanislao DI PIAZZA risponde all'interrogazione nei termini riportati in allegato (vedi allegato 4).

Chiara GRIBAUDO (PD) ringrazia il sottosegretario perché la sua risposta dimostra come il Governo sia impegnato nella ricerca di soluzioni, sia legislative sia amministrative. Ciò nonostante, non condivide l'esclusione di effetti negativi del cosiddetto «decreto Dignità» sulle possibilità di stabilizzazione anche dei citati lavoratori in regime di somministrazione, in quanto la previsione di limitazioni ai rinnovi dei contratti a tempo determinato e di costi aggiuntivi a carico delle imprese certamente costituiscono impedimenti alla stabilizzazione di tutto il personale precario, come confermano i dati statistici più recenti. Auspica, pertanto, una riflessione del Governo sull'opportunità di introdurre correttivi specifici alla disciplina introdotta dal «decreto Dignità».

Davide TRIPIEDI, presidente, dichiara concluso lo svolgimento delle interrogazioni all'ordine del giorno.

5-03572 Gribaudo: Stabilizzazione dei lavoratori somministrati presso Poste Italiane S.p.a.

TESTO DELLA RISPOSTA

Con il presente atto parlamentare, l'Onorevole interrogante chiede chiarimenti in merito alla questione della stabilizzazione del personale precario di Poste Italiane.
Mi preme innanzitutto evidenziare che, diversamente da quanto paventato dall'interrogante, il cosiddetto «decreto dignità» non può essere considerato in nessun caso quale provvedimento ostativo all'eventuale rinnovo o stabilizzazione del personale in genere ed in modo specifico anche di questo.
La finalità del «decreto dignità», come è noto, è stata anche quella di intervenire con nuove misure per limitare l'utilizzo di tipologie contrattuali che nel corso degli ultimi anni hanno condotto a una eccessiva e allarmante precarizzazione, causata da un abuso di forme contrattuali che dovrebbero rappresentare l'eccezione e non la regola.
In merito alla denunciata violazione della normativa sulle mansioni cui sembra sia stato esposto tale personale, paventata dall'interrogante, l'impegno del Ministero sarà quello di interessare gli organi preposti per valutare ed accertare se vi è stata violazione della normativa di settore.
Con riferimento all'accordo sindacale siglato in data 30 settembre 2019 tra sindacati, Poste italiane ed Adecco che ad oggi risulta non rispettato, nella prospettazione fornita dall'interrogante, l'impegno del Ministero che rappresento sarà quello di monitorare ed approfondire le motivazioni e le cause per cui non si è dato seguito allo stesso.
Con riguardo, infine, alla possibile stabilizzazione dei lavoratori somministrati presso Poste Italiane, è opportuno puntualizzare che in via generale, secondo la normativa vigente, l'utilizzatore attualmente ha la facoltà di assumere lavoratori somministrati al termine della missione. In particolare, l'articolo 35, comma 8, del decreto legislativo n. 81 del 2015 prevede la nullità di ogni clausola diretta a limitare, anche indirettamente, la facoltà dell'utilizzatore di assumere il lavoratore al termine della missione, fatta salva l'ipotesi in cui al lavoratore sia corrisposta una adeguata indennità, secondo quanto stabilito dal contratto collettivo applicabile al somministratore.
Ciò posto, con specifico riferimento a quanto evidenziato dall'interrogante, si fa presente che un eventuale intervento normativo potrebbe essere rivolto piuttosto che all'inserimento di apposite «clausole sociali» nei contratti di somministrazione, alla introduzione di un meccanismo analogo a quello già previsto dall'articolo 24 del decreto legislativo n. 81 del 2015 che prevede, in favore del lavoratore assunto a tempo determinato, un diritto di precedenza nell'eventualità in cui il datore di lavoro decida di effettuare nuove assunzioni a tempo indeterminato entro un anno dalla conclusione del contratto di lavoro a termine.
A ciò va aggiunto che, mentre sarebbe possibile prevedere l'introduzione di tale meccanismo anche in favore dei lavoratori somministrati rispetto al soggetto utilizzatore, la previsione di un vero e proprio obbligo di assunzione al termine della missione, in virtù di apposite «clausole sociali», andrebbe attentamente valutata per evitare possibili conflitti con le interpretazioni emergenti dalla giurisprudenza nazionale e comunitaria formatasi in materia di successione negli appalti. Tali orientamenti, richiamando l'esigenza di contemperare il ricorso alle clausole sociali con i principi di «libertà di stabilimento», di «libera prestazione dei servizi», di «concorrenza» e di «libertà di impresa», escludono la possibilità di ingerenze nelle scelte imprenditoriali degli operatori economici tali da incidere indebitamente sulla struttura organizzativa degli stessi, imponendo loro la tipologia di contratto di lavoro da stipulare.
In ogni caso, l'impegno del Ministero sarà quello di monitorare le assunzioni dei personale precario di Poste italiane.

La seduta termina alle 10.40.

 

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