Camera dei deputati - 5-04341 - Interrogazione sul raddoppio della linea ferroviaria Adriatica Bologna -Bari e sul parere negativo alla compatibilità ambientale del progetto .

Camera dei deputati - 5-04341 - Interrogazione a risposta in Commissione presentata il 13 luglio.

 — Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che:

la legge n. 443 del 2001, conosciuta anche come «legge obiettivo», è il provvedimento di programmazione dell'opera di ammodernamento delle infrastrutture nazionali, con lo scopo di definire a livello normativo, finanziario e operativo la realizzazione per il decennio dal 2002 al 2013 delle opere pubbliche definite strategiche e di preminente interesse nazionale. Tra queste, è previsto anche il raddoppio della linea Adriatica Bologna-Bari e, in particolare, il secondo e terzo lotto del tratto Termoli-Ripalta, per la cui realizzazione sono già stati destinati 700 milioni di euro di fondi Cip;

l'infrastruttura consentirebbe il superamento del binario unico lungo 31 chilometri che impedisce il raddoppio della linea ferroviaria nel tratto tra Pescara-Bari;

l'opera, come risulta da notizie di stampa, sarebbe stata di recente inserita fra le 130 infrastrutture strategiche individuate dal «decreto semplificazioni», ossia quelle che avranno la priorità e un iter accelerato;

nelle scorse settimane, però, come riportato da alcuni organi di stampa, la commissione per la valutazione di impatto ambientale del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ha dato parere negativo alla compatibilità ambientale al progetto Rete ferroviaria italiana dell'opera. Tra i motivi addotti, «la presenza di rumori di cantiere che potrebbero arrecare danni all'avifauna» e in particolare «alla specie protetta dell'uccello fratino» e alla ghiandaia marina;

nel parere negativo di valutazione di impatto ambientale, rilasciato con 90 giorni di ritardo sul termine di scadenza, viene affermato che il cantiere dell'opera potrebbe compromettere la sopravvivenza del fratino perché «manca la caratterizzazione qualitativa e quantitativa della fauna nidificante e della sua distribuzione all'interno dell'area di intervento»;

per superare tali impedimenti, è necessaria, secondi gli esperti della tutela faunistica in seno alla citata commissione, una nuova riprogrammazione dell'infrastruttura, con opere di rinaturalizzazione di nuove aree e interventi utili a ridurre il rumore e contenere ogni impatto sull'avifauna, con l'aggravio inevitabile di costi aggiuntivi e tempi più lunghi di realizzazione;

la trasmissione Agorà di Rai3 ha interpellato l'ornitologo Nicola Norante del Gruppo molisano studi ornitologici, il quale ha riferito che «il fratino è una specie dunale e nidifica sulla spiaggia, non arriva mai oltre la pineta. E la ghiandaia marina è una specie migratoria che nei soggiorni in Molise si trova verso Colletorto», ossia a 40 chilometri dal tracciato del cantiere;

Norante ha inoltre affermato in un'intervista sul quotidiano online «Primonumero.it» che fratino e ghiandaia marina non sono affatto interessati dal progetto del raddoppio «perché di fatto non esistono lungo il tracciato previsto da Rfi». Ha aggiunto, poi, che «il fratino peraltro non è stato mai disturbato nemmeno dalla linea attuale, ben più vicina alla spiaggia di quella che si dovrà fare, e che corre a 300 metri dall'arenile nella zona a sud di Campomarino, all'altezza del Saccione, e in alcuni appunti a sole poche decine di metri dalla spiaggia» –:

se sia in possesso di informazioni utili a confermare o smentire quanto rappresentato in premessa; se intenda fornire chiarimenti sugli elementi oggettivi, di natura scientifica e tecnica, sulla base dei quali la citata commissione ha espresso parere negativo;

se non ritenga, in caso di accertamento della veridicità dei fatti riportati in premessa, di intraprendere le iniziative di competenza necessarie a modificare il parere espresso sull'opera.
(5-04341)

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