Senato della Repubblica – 3-01274 – Interrogazione sul tema della sicurezza delle grandi opere infrastrutturali e il ritardo nell'applicazione delle norme adottate e di decreti attuativi, viadotto "Madonna del Monte" lungo la A6 Torino-Savona.

Senato della Repubblica – 3-01274 – Interrogazione a risposta orale presentata il 9 Dicembre 2019.

- Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Premesso che:

il 24 novembre 2019 un tratto del viadotto "Madonna del Monte" lungo la A6 Torino-Savona, di competenza dell'Autostrada dei fiori, è crollato a causa di un fenomeno franoso che ha interessato l'area della località Madonna del Monte che dà il nome al viadotto;

l'Italia è un Paese esposto in modo rilevante alle calamità naturali: i comuni interessati da aree a pericolosità da frana P3 e P4 (piano di assetto idrogeologico) e idraulica P2 (decreto legislativo n. 49 del 2010) sono 7.145, pari dunque all'88,3 per cento dei comuni italiani, esposti a un rischio medio-alto di frane o alluvioni;

dall'osservazione dei dati dell'inventario dei fenomeni franosi in Italia (progetto IFFI), realizzato dall'ISPRA e dalle Regioni e Province autonome, si rileva che l'Italia è interessata da 528.903 frane per un'area di 22.176 chilometri quadrati, pari al 7,3 per cento del territorio nazionale, mentre le aree a pericolosità idraulica sono 68.779 chilometri quadrati;

considerato che:

il Governo, dopo il crollo del viadotto "Polcevera", nel cuore del capoluogo ligure, ha posto in primo piano il tema della sicurezza delle grandi opere infrastrutturali, soprattutto di quelle che hanno una vita di servizio superiore a 50 anni;

con interrogazione 3-00241 del 2 ottobre 2018 il primo firmatario della presente chiedeva al Ministro pro tempore quali provvedimenti fossero stati assunti per garantire un piano di intervento che assicurasse funzionalità nel tempo ed elevati livelli di sicurezza dei viadotti e dei ponti ubicati sull'intero territorio nazionale con la massima priorità di intervento e se tali obiettivi di ripristino, funzionalità e sicurezza di ponti e viadotti potessero dunque essere conseguiti attraverso una costruttiva revisione dell'impianto normativo, che obbligasse l'ente gestore ad una periodica analisi delle condizioni di deterioramento delle opere d'arte mediante la realizzazione di un "fascicolo della manutenzione" o di analogo strumento allo scopo di assicurare la gestione ottimale del bene a tutela della pubblica incolumità;

rilevato che:

con l'articolo 12 del decreto-legge n. 109 del 2018, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 130 del 2018, è istituita, a decorrere dal 1° gennaio 2019, l'Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali (ANSFISA), con il compito di garantire la sicurezza del sistema ferroviario nazionale e delle infrastrutture stradali e autostradali;

in particolare, l'ANSFISA, oltre all'esercizio delle funzioni già disciplinate dal decreto legislativo n. 35 del 2011, esercita l'attività ispettiva finalizzata alla verifica della corretta organizzazione dei processi di manutenzione da parte dei gestori, promuove l'adozione da parte dei gestori di sistemi di gestione della sicurezza per le attività di verifica e manutenzione delle infrastrutture certificati da organismi di parte terza riconosciuti dall'Agenzia; sovrintende alle ispezioni di sicurezza previste dall'articolo 6 del decreto legislativo n. 35; propone al Ministro l'adozione del piano nazionale per l'adeguamento e lo sviluppo delle infrastrutture stradali e autostradali nazionali ai fini del miglioramento degli standard di sicurezza, da sviluppare anche attraverso il monitoraggio sullo stato di conservazione e sulle necessità di manutenzione delle infrastrutture stesse;

l'articolo 13 del decreto-legge n. 109 disciplina l'istituzione dell'archivio informatico nazionale delle opere pubbliche (AINOP), ove per ogni opera pubblica vengono registrati: i dati tecnici, progettuali e di posizione con analisi storica del contesto e delle evoluzioni territoriali; i dati amministrativi riferiti ai costi sostenuti e da sostenere; i dati sulla gestione dell'opera anche sotto il profilo della sicurezza; lo stato e il grado di efficienza dell'opera e le attività di manutenzione ordinaria e straordinaria, compresi i dati relativi al controllo strumentale dei sistemi di ritenuta stradale in acciaio o in cemento; la collocazione dell'opera rispetto alla classificazione europea; i finanziamenti; lo stato dei lavori; la documentazione fotografica aggiornata; il monitoraggio costante dello stato dell'opera anche con applicativi dedicati, sensori in situ e rilevazione satellitare; il sistema informativo geografico per la consultazione, l'analisi e la modellistica dei dati relativi all'opera e al contesto territoriale;

l'articolo 14 disciplina il sistema di monitoraggio dinamico per la sicurezza delle infrastrutture stradali e autostradali in condizioni di criticità e piano straordinario di monitoraggio dei beni culturali immobili;

in particolare, con riferimento a ponti, viadotti, rilevati, cavalcavia e opere similari, i soggetti che a qualsiasi titolo gestiscono le infrastrutture stradali e autostradali individuate dal Ministero sono tenuti a fornire al Ministero stesso i dati occorrenti per l'inizializzazione e lo sviluppo del sistema di monitoraggio dinamico, dotandosi degli occorrenti apparati per operare il controllo strumentale costante delle condizioni di sicurezza delle infrastrutture stesse;

considerato, altresì, che:

con riferimento al monitoraggio sulle infrastrutture esistenti sussiste un ritardo nell'applicazione delle norme adottate e di alcuni decreti attuativi, e mancano le informazioni di dettaglio su molti ponti e viadotti e, dunque, si continua a intervenire solo in emergenza;

secondo quanto riportato dagli organi di stampa ci sono importanti difficoltà e resistenze che impediscono il pieno funzionamento delle previsioni di cui agli artt. 12 e seguenti citati;

rilevata la straordinaria necessità e urgenza di attuare con la massima priorità quanto disposto dalla normativa vigente in materia di monitoraggio delle opere pubbliche,

si chiede di sapere:

quale sia lo stato dell'arte relativo all'applicazione delle norme vigenti in materia di monitoraggio delle opere pubbliche quali ponti, viadotti, rilevati, cavalcavia e opere similari;

quali provvedimenti siano stati adottati o si intendano adottare per velocizzare l'attuazione delle norme vigenti per mettere in atto le necessarie misure di controllo del rischio per l'utilizzo sicuro delle infrastrutture e delle opere pubbliche al fine di garantire la sicurezza strutturale in condizioni sia ordinarie che eccezionali. (3-01274)