Senato della Repubblica – 4-02577 – Interrogazione sul sistema di collocamento titoli di Stato pluriennali.

Senato della Repubblica – 4-02577 – Interrogazione a risposta scritta presentata il 9 Dicembre 2019.

 - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Premesso che:

l'attuale sistema di collocamento titoli di Stato pluriennali attraverso asta marginale, oltre alla naturale perplessità verso tale scelta rispetto alle aste competitive, comporta effetti secondari collaterali legati alla rigidità delle provvigioni di collocamento, pagate in misura fissa ed immutata nel tempo, rispetto all'attuale curva di interessi passivi mutata velocemente negli ultimi anni fino a giungere in terreno negativo;

le attuali provvigioni erogate ai soggetti aggiudicatari in asta per i titoli di Stato a medio lungo termine sono pari allo 0,15 per cento per i titoli a 3 anni, allo 0,25 per cento per i titoli a 5 anni, allo 0,35 per cento per i Btp a 10 anni, allo 0,40 per cento per i titoli trentennali;

l'ultima riduzione delle stesse provvigioni risale all'aprile 2014, ove tutti gli scaglioni furono ridotti di 5 punti base (all'epoca il rapporto tra provvigioni ed interessi passivi Btp a 3 anni era pari ad uno a 20). In sintesi gli interessi passivi cumulati per 3 anni erano pari a circa 40 milioni per ogni miliardo di emissione, mentre le provvigioni ammontavano a 2 milioni;

del tutto anacronistica appare oggi la rigidità delle provvigioni pagate agli operatori specialisti in titoli di Stato, rispetto all'attuale nuova era finanziaria di tassi negativi. Si è giunti al paradosso in cui alcune emissioni hanno un costo maggiore per il tesoro in termini di provvigioni pagate, rispetto agli interessi passivi. Malgrado le provvigioni siano una tantum, queste nelle emissioni a 3 anni superano con multipli a leva gli interessi cumulati delle cedole pagate per tutti i 3 anni;

ad esempio nell'emissione Btp a 3 anni di settembre 2019, il rapporto tra provvigioni ed interessi passivi cumulati è invertito, attraverso un rendimento negativo per interessi passivi cumulati per 3 anni pari a meno 0,33 milioni, mentre le provvigioni divengono la parte predominante della remunerazione essendo pari ad 1,5 milioni;

considerato che:

il Dipartimento del tesoro ha presentato da tempo un progetto di collocamento diretto on line di titoli di Stato;

nel sito del Ministero dell'economia e delle finanze si legge: "Il Dipartimento del Tesoro sta valutando nuove modalità di collocamento diretto al retail di titoli di Stato che sarà possibile sottoscrivere all'emissione, senza recarsi fisicamente in banca, attraverso i sistemi di trading online bancari aderenti alla piattaforma MOT di Borsa Italiana - London Stock Exchange Group. I sistemi di trading online, sempre più utilizzati dagli investitori individuali che preferiscono prendere autonomamente le proprie decisioni di investimento, saranno sfruttati anche dal Tesoro che, con questo nuovo canale, mira ad ampliare l'efficacia del collocamento dei titoli di Stato italiani, nonché, attraverso formule ancora allo studio degli esperti, premiare la fiducia dei piccoli risparmiatori",

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo non abbia il dovere di eliminare le provvigioni erogate ai soggetti aggiudicatari in asta per i titoli di Stato a medio e lungo termine, mediante un prezzo di collocamento onnicomprensivo;

se, in subordine, non intenda proporre una sostanziale riduzione delle provvigioni erogate ai soggetti aggiudicatari in asta per i titoli di Stato a medio e lungo termine, in modo da ristabilire il necessario equilibrio tra interessi passivi e provvigioni pagate;

quali siano i motivi per i quali non è stato ancora portato a compimento il progetto di collocamento diretto on line a privati dei titoli di Stato, che potrebbe comportare cospicue riduzioni dei relativi costi e spese. (4-02577)