Senato della Repubblica – 4-02582 – Interrogazione sul progetto del "Secondo binario della linea ferroviaria nel tratto Divaca-Capodistria".

Senato della Repubblica – 4-02582 – Interrogazione a risposta scritta presentata il 9 Dicembre 2019.

- Ai Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. - Premesso che, a quanto risulta all'interrogante:

in data 27 settembre 2013, nell'ambito della procedura di valutazione dell'impatto ambientale (VIA) transfrontaliera per il progetto "Secondo binario della linea ferroviaria nel tratto Divaca-Capodistria", la Regione Friuli-Venezia Giulia deliberava il diniego di parere favorevole al progetto, presentato dalla Repubblica di Slovenia, relativo alla compatibilità ambientale;

alla base del diniego vi è la circostanza che il progetto, come si legge nelle motivazioni della delibera, presentasse gravissime carenze informative, da un lato riguardo all'effettiva necessità del raddoppio della linea per i carichi sulla tratta, dall'altro per quanto concerne l'impatto ambientale dell'opera;

l'opera infatti interessa una zona carsica, il cui equilibro idrogeologico è estremamente delicato e complesso, e la cui compromissione comporterebbe conseguenze gravissime, dalla potenziale cancellazione di habitat naturali unici all'alterazione grave degli acquiferi transfrontalieri, dall'aumento dell'inquinamento acustico alle conseguenze in terra italiana per l'equilibrio idrogeologico del territorio;

il medesimo diniego veniva trasmesso al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, affinché fosse inserito nella documentazione relativa al procedimento di VIA transfrontaliera, con richiesta di avere ulteriori informazioni che permettessero di meglio valutare l'impatto dell'opera sulla situazione esistente;

risulta all'interrogante che alla data del 28 giugno 2019, la Regione Friuli-Venezia Giulia richiedeva informazioni in merito alla VIA transfrontaliera per l'opera al Ministero;

nella risposta a tale richiesta, datata al successivo 5 luglio, veniva riferito che nulla risultava essere pervenuto in merito, e che pertanto la richiesta di informazioni aggiuntive non aveva avuto alcun seguito da parte della Repubblica di Slovenia;

tuttavia, nel corso dell'incontro bilaterale tra Regione Friuli-Venezia Giulia e Repubblica di Slovenia del 19 novembre, è emerso che da parte della Slovenia i lavori sarebbero in procinto di partire;

l'accordo per la costruzione, a quanto si apprende dalla stampa slovena, è stato firmato il 9 maggio 2019 tra il Ministero delle infrastrutture sloveno e Dusan Zorko, amministratore delegato della 2TDK, la compagnia creata dalla Repubblica di Slovenia per realizzare l'opera; l'esistenza dell'opera è inoltre verificabile anche sul sito web della società slovena DRI Investment and management, con la fine lavori prevista per il 2030, mentre il medesimo progetto è contrassegnato con la dicitura "Status: in progress";

infine, il sito web "railway-technology" riporta invece la notizia che i lavori sarebbero iniziati già nel marzo 2019 e che saranno completati nel 2025, consentendo al secondo binario di entrare in servizio nel 2026;

alla luce di quanto evidenziato e delle diverse informazioni che contrastano con la pregressa documentazione istituzionale, relativa alla valutazione espressa ufficialmente in ordine all'avanzamento dell'opera,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo, ciascuno conformemente alle proprie competenze, non considerino necessario e opportuno verificare quali siano l'effettivo stato dell'opera e gli scenari realizzativi;

quali iniziative indispensabili intendano adottare, per fornire un quadro informativo completo in ordine alle conseguenze dei lavori, in ragione delle carenze documentali e informative già segnalate tempo addietro dalla Regione Friuli-Venezia Giulia e allo stato non pervenute o non rese disponibili;

entro quale termine urgente ritengano di verificare se da parte slovena vi sia stata infrazione degli accordi transfrontalieri;

quali iniziative urgenti ritengano di intraprendere al fine di scongiurare il rischio, ufficialmente rappresentato dalle competenti istituzioni territoriali, che l'inerzia delle istituzioni italiane finisca col ledere, pregiudicare e compromettere irreversibilmente la sicurezza, la tutela e la salvaguardia del territorio nazionale e del patrimonio storico-culturale, naturalistico e ambientale. (4-02582)