Senato della Repubblica – 4-02593 – Interrogazione sul fondo nazionale per l'efficienza energetica.

Senato della Repubblica – 4-02593 – Interrogazione a risposta scritta presentata il 9 Dicembre 2019.

- Ai Ministri dello sviluppo economico e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. - Premesso che:

il legislatore ha introdotto il decreto legislativo 4 luglio 2014, n. 102, in attuazione della direttiva 2012/27/UE, stabilendo un quadro di misure per la promozione e il miglioramento dell'efficienza energetica che concorrono al conseguimento dell'obiettivo nazionale di risparmio energetico, dettando, inoltre, norme finalizzate a rimuovere gli ostacoli sul mercato dell'energia e a superare le carenze del mercato che frenano l'efficienza nella fornitura e negli usi finali dell'energia;

ha istituito all'art. 15 il fondo nazionale per l'efficienza energetica presso il Ministero dello sviluppo economico, destinato a sostenere il finanziamento di interventi di efficienza energetica, realizzati anche attraverso le "ESCO", il ricorso a forme di partenariato pubblico-privato, società di progetto o di scopo appositamente costituite, mediante due sezioni destinate rispettivamente: alla concessione di garanzie, su singole operazioni o su portafogli di operazioni finanziarie; all'erogazione di finanziamenti, direttamente o attraverso banche e intermediari finanziari, inclusa la Banca europea degli investimenti, anche mediante la sottoscrizione di quote di fondi comuni di investimento di tipo chiuso che abbiano come oggetto di investimento la sottoscrizione di titoli di credito di nuova emissione o l'erogazione, nelle forme consentite dalla legge, di nuovi finanziamenti, nonché mediante la sottoscrizione di titoli emessi ai sensi della legge 30 aprile 1999, n. 130, nell'ambito di operazioni di cartolarizzazione aventi ad oggetto crediti di privati verso piccole e medie imprese e ESCO per investimenti per l'efficienza energetica;

il fondo è destinato a favorire, sulla base di obiettivi e priorità periodicamente stabiliti e nel rispetto dei vincoli previsti dalla vigente normativa comunitaria in materia di aiuti di Stato, il finanziamento di interventi coerenti con il raggiungimento degli obiettivi nazionali di efficienza energetica, promuovendo il coinvolgimento di istituti finanziari, nazionali e comunitari, e investitori privati sulla base di un'adeguata condivisione dei rischi;

il decreto 22 dicembre 2017 del Ministero dello sviluppo economico e del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare è intervenuto per disciplinare le modalità di funzionamento del fondo nazionale per l'efficienza energetica;

considerato che:

il decreto ministeriale sembrerebbe restringere il campo di applicazione del fondo di cui all'art. 15 del decreto legislativo n. 102 del 2014, in base al quale sarebbero previste una serie di misure per la promozione e il miglioramento dell'efficienza energetica dal quale si desumerebbe l'intenzione del legislatore di includere e coinvolgere nell'operatività dello stesso una platea di soggetti e un insieme di strumenti e schemi più ampia;

la restrizione riguarderebbe in via principale la previsione di cui all'art. 5, comma 1, lett. a), del decreto ministeriale, il quale statuisce che le garanzie possono essere concesse solo su singole operazioni di finanziamento, nonché la previsione di cui all'art. 2, comma 1, lett. o), per la quale i soggetti richiedenti l'accesso alle garanzie concedibili dal fondo sono unicamente le banche e gli intermediari finanziari;

stante la previsione di cui all'art. 15, comma 2, del decreto legislativo n. 102 del 2014, a parere degli interroganti sarebbe opportuno integrare il decreto ministeriale consentendo che il fondo rilasci garanzie non solo su singole operazioni, ma anche su portafogli di operazioni finanziarie, per ampliare lo spettro di operazioni che possono beneficiare delle agevolazioni nella forma delle garanzie, nonché ammettendo tra i soggetti richiedenti il rilascio delle garanzie stesse anche intermediari finanziari diversi da quelli di cui all'art. 106 del testo unico bancario, di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e successive modificazioni;

nel settore riguardante il finanziamento agevolato, il decreto ministeriale non ricomprende la modalità indiretta di erogazione di finanziamenti attraverso istituti di credito o intermediari finanziari, inclusa la sottoscrizione di fondi di investimento di tipo chiuso, diversamente da quanto espressamente statuito dal decreto legislativo, per cui sarebbe opportuna la loro inclusione;

l'erogazione del finanziamento secondo la modalità indiretta, infatti, potrebbe avere un impatto positivo sul conseguimento degli obiettivi nazionali di risparmio energetico mediante l'attrazione di risorse addizionali provenienti da investitori istituzionali di natura privata o la creazione di un "ecosistema" di fondi di investimento alternativi di tipo chiuso, specializzati nel finanziamento di progetti di efficienza energetica,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della discrasia sussistente tra il decreto legislativo n. 102 del 2014 e il decreto ministeriale che ne detta le modalità applicative e se intendano attivarsi affinché venga approntata una modifica o comunque venga disposta un'interpretazione chiarificatrice dei rapporti tra la norma di cornice e quella di attuazione;

quali iniziative intendano intraprendere al fine di dare esaustiva attuazione agli obiettivi e finalità disposte dal legislatore europeo in materia di efficienza energetica. (4-02593)